Daniel J. Goldhagen

I volonterosi carnefici di Hitler

pp. 618 – Oscar Storia Mondadori

I volonterosi carnefici di Hitler è uscito negli Stati Uniti nel marzo 1996, scritto da un giovane e sconosciuto professore di Harvard, ed è diventato subito un bestseller, e in Germania, dove è stato pubblicato nell’agosto ’96, provocando un vero choc nazionale, paragonabile solo a quello dello sceneggiato televisivo Holocaust. Goldhagen, nel suo tentativo di rispondere a un interrogativo inquietante che eravamo abituati a considerare chiuso – come ha potuto il popolo tedesco, una delle grandi nazioni civili della civile Europa, compiere il più mostruoso genocidio mai avvenuto? –, ripropone la tesi della colpa collettiva. Secondo l’autore nessuna delle spiegazioni finora date – la follia criminale di Hitler, la segretezza in cui furono condotte le operazioni di sterminio, l’educazione alla disciplina che avrebbe spinto i militari e burocrati a «seguire gli ordini» – può essere giudicata soffisfacente. In questo accurato, documentato e appassionato studio, Goldhagen dimostra che i responsabili dell’Olocausto non furono solo SS o membri del partito nazista, ma tedeschi di ogni estrazione sociale, uomini e donne comuni che brutalizzarono e assassinarono gli ebrei per convinzione ideologica e per libera scenta. L’antisemitismo e l’intolleranza diffusi nei secoli, maligni, nutriti di miti razzisti e false teorie scientifiche, avevano disumanizzato gli ebrei, nell’immaginario collettivo tedesco, riducendoli a una malattia, una forza demoniaca da eliminare a ogni costo. Una chiave di lettura sul comportamento di massa, utile a capire e prevenire future ripetizioni della barbarie umana.

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